Marcotti

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Intervista a Tobia Marcotti (Architetto)

  • A cosa lavori attualmente e quale approccio scegli nel tuo lavoro.
  • Cosa consiglieresti a un giovane architetto appena laureato.
  • Cosa limita maggiormente la creatività di un architetto oggi.
  • Qual è il progetto più intrigante che ti piacerebbe realizzare.
  • La tua attività in una parola.
  • Registrazione effettuata il 9 maggio 2014

    About the Author
    Tobia Marcotti (Milano, 1976). Si laurea in Architettura nel 2000 al Politecnico di Milano.

    KEEP MOVING. Siamo la vita che viviamo, gli incontri che facciamo, le domande che ci spingono a studiare a conoscere a capire puntando ad una eccellenza che in primo luogo ci soddisfi.
    Mai come oggi vale la pena fare squadra, puntare ad un team affiatato che condividendo gli obbiettivi sia capace di sognare e dare risposte. Dare forma alle idee costruendo senza lasciare nulla al caso è il nostro filo rosso.
    L’architettura si compie nell’essere costruita e usata. Tutto il resto è strumento funzionale a questo. Iniziare un nuovo lavoro di progettazione è per me ogni volta innamorarmi. Quando ti innamori tutto è ammesso, non pensi alla fatica alle paure, non ti tiri indietro, vuoi che ogni cosa sia fatta al meglio. Questo è lo spirito con cui affrontiamo i progetti. Poi inizia il lavoro che parte dall’ascolto delle persone e dei luoghi, attinge alle sperimentazioni, alla ricerca, alla vita di chi partecipa al progetto. Allora ti accorgi che il foglio bianco che ti trovi davanti non è affatto bianco e inizi a vagliare le opportunità che inconsapevolmente hai creato, ti accorgi di non conoscerle quindi studi, domandi a tutti quelli che potrebbero saperne qualcosa.
    Il progetto della pensilina ha questa storia. Nasce per creare una copertura che protegga dalla pioggia l’ingresso ad una scuola. Poi ti accorgi che si tratta di un luogo speciale perché immerso nella natura anzi, che fa della natura oggetto di studio e di racconto, quindi emerge che questa pensilina possa segnare l’ingresso al parco diventandone quindi un’icona. La semplice funzionalità lascia quindi il passo ad un oggetto che possa rispondere a tutti. La naturalezza dell’artificio diventa una caratteristica irrinunciabile per dare vita alla pensilina-foglia sostenuta da un canneto di pilastri sottili.
    L’uso di materiali pieni e veri, non verniciati, non stratificati: rame, ferro zincato, cemento a vista, granito monolitico per l’arredo confermano il ruolo predominante della natura di questo luogo.
    La forma della superficie rigata scomposta e sostenuta da pilastri mai verticali rende il costruire avventura affascinante.

    Siti:
    www.itistudio.com
    http://itistudio.blogspot.it/